Un estratto del Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart. L'opera è legata alla controversa vicenda della sua morte, avvenuta il giorno successivo al completamento del Requiem aeternam. Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio (1815), parla di un anonimo committente che incarica Mozart,
malato e caduto in miseria, di comporre in quattro settimane una messa da requiem, ma secondo l'ipotesi di Stendhal, Mozart tentò di scoprire chi fosse il misterioso committente, ma quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro, non riuscendo ad identificare l'uomo, si convinse che la messa che stava componendo sarebbe stato il requiem del suo funerale. In effetti, l’opera non fu completata nei tempi richiesti in quanto sopraggiunse la morte del suo autore. La vedova di Mozart, delegò il completamento del Requiem a tre allievi del marito. Il mito vuole che la messa venisse eseguita il giorno del funerale di Mozart, a cui parteciparono solo pochi amici che, a causa dell'incessante pioggia, si dileguarono prima dell'arrivo al cimitero della carrozza funebre. Quando la moglie si recò in visita alla tomba, senza trovarne traccia, scoprì che Mozart era stato seppellito in una fossa comune.
La coreografia di Vinicio Mainini descrive questa vicenda vista con gli occhi della moglie di Mozart in un viaggio nella loro vita a ritroso nel tempo.

Antichi non è solo un Balletto ma più propriamente un’opera multimediale con immagini spettacolari proiettate su grande schermo... 